Oltre a fotografare si potrà anche toccare (nei musei)?

Il museo Mandralisca di Cefalù ha inaugurato una nuova sezione in cui copie fedeli di oggetti archeologici possono essere toccati dai visitatori. Questa iniziativa, chiamata provocatoriamente “Vietato non toccare”, è rivolta a visitatori ipovedenti o non vedenti e ai bambini fino ai 13 anni di età. 

Programmi ideati per queste categorie di pubblico, in cui si promuove un fruizione tattile del bene archeologico, sono diffusi in numerosi musei. L’importanza dell’esperienza tattile nella fruizione museale è ormai genericamente riconosciuta anche se si registra un certo scetticismo o si evoca grande prudenza quando si tratta dell’applicazione di questa modalità di fruizione in programmi rivolti a un pubblico generico e quando si tratta di concedere l’utilizzo di oggetti museali originali. 

L’University College of London (UCL) ha condotto ricerche sulle potenzialità dell’esperienza tattile e dell’osservazione diretta dell’oggetto museale nei percorsi di formazione universitaria. Grazie ad una collaborazione con la suddetta università abbiamo invitato Helen Chatterjee (Deputy Director, UCL Museums & Collections) a svolgere un seminario su questi temi all’interno del programma del master internazionale di II livello in “Standards for museum education” e le abbiamo chiesto di introdurci all’Object Based Learning (OBL) con il seguente video.

 

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